Il settore delle costruzioni stenta a ripartire
martedì, agosto 31st, 2010
Continua la proiezione negativa sull’edilizia in Italia, tracciata recentemente dall’ Osservatorio Feneal-Uil e Cresme, da cui scaturisce un nuovo forte allarme sulla situazione occupazionale. Dopo i 160 mila occupati in meno nel 2009 ora si teme un nuovo tonfo di 126 mila posti di lavoro in meno nel 2010, anche perché la flessione degli investimenti continua. L’attesa per una vera ripresa si sposta così al 2012! Mentre la ripresa, pur fragile, si avvia verso una fase di “progressivo consolidamento” nei prossimi mesi in tutti i settori, le costruzioni restano a picco, in Italia così come in altri Paesi europei quali Francia e Spagna. Anzi secondo l’Istat “non sembra avere ancora toccato il minimo ciclico”. Stando ai dati raccolti dall’Osservatorio Feneal Uil-Cresme, il principale indicatore deriva dall’indice della produzione industriale dei principali prodotti delle costruzioni: la caduta nel primo bimestre del 2010 rispetto al 2007 porta l’indice a 52,6. Il mercato è quasi dimezzato e primi due mesi sono andati malissimo, marzo e aprile sono andati un po’ meglio, ma la valutazione sul 2010 resta fortemente negativa. Il mercato immobiliare rallenta la caduta ma continua a scendere e nel 2010 è attesa una ulteriore flessione delle compravendite, che nel frattempo hanno visto una riduzione del 30% rispetto al 2006. L’Osservatorio Feneal Uil-Cresme mette in evidenza che Il 2010 si rivela come l’anno più difficile per il settore. Il 2010, e in parte il 2011, saranno anni di crisi del sistema delle imprese: si può ragionevolmente pensare che il 10% degli attori della filiera delle costruzioni non difficilmente riuscirà a sopravvivere.










